- →Il bonus ristrutturazione 2026 ti restituisce il 50% delle spese se lavori sull'abitazione principale, il 36% sulle altre
- →Non è uno sconto immediato: i soldi ti vengono restituiti in 10 rate annuali, sotto forma di minori tasse da pagare
- →Il tetto massimo di spesa detraibile è 96.000€ per immobile — stesso per prima e seconda casa
- →Dal 2027 le percentuali scendono: conviene iniziare i lavori entro il 31 dicembre 2026
- →Questo non è l'unico bonus disponibile: esistono anche Ecobonus, Sismabonus e Bonus Mobili
- →Più in basso troverai le domande più frequenti sul bonus ristrutturazione 2026 — con risposte dirette. Scorri fino in fondo per scoprire come possiamo aiutarti a capire quali bonus puoi usare nel tuo caso specifico.
Cos’è il bonus ristrutturazione — e come funziona davvero
L’errore più frequente è pensare che il bonus copra l’intera ristrutturazione. In realtà copre una percentuale delle spese — non l’intero importo dei lavori.
Funziona così: paghi i lavori per intero, poi dichiari le spese nel 730 o nel Modello Redditi. Una quota di quello che hai speso ti viene restituita nel tempo sotto forma di minori tasse da pagare — o di rimborso IRPEF, se paghi meno imposte di quanto ti spetta. La restituzione avviene in 10 rate annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui hai sostenuto la spesa.
⚠️ Attenzione: all’inizio devi avere l’importo totale dei lavori. Il bonus non è uno sconto in fattura — è un recupero nel tempo. Se spendi 20.000€ oggi, non ne paghi 10.000. Li paghi tutti e 20.000, e recuperi i 10.000 spalmati su 10 anni.
Chi può usarlo? Tutti i contribuenti soggetti all’IRPEF — proprietari, usufruttuari, familiari conviventi del proprietario, inquilini con consenso del proprietario. Residenti e non residenti in Italia.
Prima casa o abitazione principale? La differenza che conta
Prima di guardare le percentuali, c’è un concetto da capire bene — perché genera molta confusione.
Il bonus al 50% non spetta alla “prima casa” — spetta all’“abitazione principale”. Non è la stessa cosa.
🏠 Abitazione principale = l’immobile in cui abiti abitualmente e hai la residenza. È dove vivi davvero.
🔑 Prima casa = il primo immobile che hai acquistato, con le agevolazioni fiscali all’acquisto. Puoi averla comprata anni fa e oggi viverci oppure no.
Quello che conta per il bonus è dove abiti — non quando hai comprato.
Esempio pratico: se hai comprato una prima casa con le agevolazioni ma ci vivi davvero, hai diritto al 50%. Se invece hai una seconda casa al mare dove non hai la residenza, spetta il 36% — anche se è la tua unica proprietà oltre alla prima.
Le percentuali 2026: quanto recuperi davvero
Ecco il quadro chiaro per il 2026, confermato dalla Legge di Bilancio 2026 e dalla guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate (febbraio 2026):
Il tetto di 96.000€ è per singola unità immobiliare — include anche le pertinenze (box, cantina) se l’intervento è unico. Il tetto è lo stesso per entrambe le situazioni: cambia solo la percentuale che ti viene restituita.
⚠️ Reddito superiore a 75.000€? Dal 2025 è stato introdotto un tetto massimo alle detrazioni totali che puoi indicare in dichiarazione (non solo il bonus ristrutturazione — tutte le detrazioni insieme). Il limite dipende dal reddito e dal numero di figli a carico. Se sei in questa fascia, conviene verificare con un professionista prima di pianificare i lavori.
Quali lavori sono ammessi al bonus ristrutturazione 2026
Il bonus copre un’ampia gamma di interventi — molto più di quanto molti pensano. Tra i principali:
Manutenzione straordinaria sulle singole unità abitative: rifacimento impianti, sostituzione infissi, rifacimento bagno, pavimenti, pareti portanti. La manutenzione ordinaria è ammessa solo sulle parti comuni condominiali, non sui singoli appartamenti.
Restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Incluse anche le spese di progettazione, perizie e oneri professionali collegati ai lavori.
🚫 Dal 2025 sono escluse le caldaie a gas. Sostituire una vecchia caldaia a gas con un nuovo modello a gas non dà più diritto ad alcuna agevolazione. Restano invece ammissibili pompe di calore, sistemi ibridi e impianti a fonti rinnovabili.
Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante — un bonifico con causale specifica che indica il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA dell’impresa. Senza questa tracciabilità, la detrazione decade.
Cosa cambia negli anni: la timeline da conoscere
Il 2026 è ancora un anno favorevole. Dal 2027 le percentuali scendono — e non si sa se ci saranno ulteriori proroghe. Ecco la situazione aggiornata:
💡 In sintesi: il 2026 è l’ultimo anno con le percentuali alte. Chi sta valutando una ristrutturazione ha tutto l’interesse ad avviare i lavori entro il 31 dicembre 2026 — le spese devono essere sostenute entro quella data, non solo i lavori avviati.
Non esiste solo il bonus ristrutturazione: gli altri incentivi 2026
Il bonus ristrutturazione è il più noto, ma non è l’unico. A seconda del tipo di lavori, potresti accedere ad altri incentivi — anche combinati tra loro.
Ogni bonus ha regole specifiche, massimali diversi e adempimenti tecnici da rispettare. Spesso è possibile usarne più di uno sullo stesso immobile — ma bisogna sapere come combinarli correttamente.
I 5 errori più comuni sul bonus ristrutturazione
Errori che costano — nel senso letterale del termine. Se hai dubbi sul tuo caso, scrivici nella box in fondo alla pagina.
Le domande più frequenti sul bonus ristrutturazione 2026
Sì, ma con una percentuale inferiore. Per la seconda casa — o qualsiasi immobile che non è la tua abitazione principale — la detrazione è del 36% invece del 50%. Il tetto massimo di spesa detraibile rimane lo stesso: 96.000€ per unità immobiliare. Cambia solo quanto recuperi: il 36% di 96.000€ fa 34.560€, restituiti in 10 anni.
No — ed è il malinteso più comune. Non è uno sconto in fattura. Paghi l’intero importo dei lavori, poi recuperi la percentuale spettante in 10 rate annuali attraverso la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi). Ogni anno paghi meno tasse — o ricevi un rimborso IRPEF — per un decimo del totale recuperabile.
Dal 1° gennaio 2027 le percentuali scendono: 36% per l’abitazione principale (dal 50% attuale), 30% per le seconde case (dal 36% attuale). Il tetto di 96.000€ rimane invariato per il 2027. Negli anni successivi sono previste ulteriori riduzioni. Per avere le percentuali attuali, le spese devono essere sostenute entro il 31 dicembre 2026.
Una gamma molto ampia: manutenzione straordinaria (impianti, infissi, bagni, pavimenti), restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Sono incluse anche le spese professionali collegate ai lavori. Escluse dal 2025 le caldaie a gas — sostituire una caldaia a gas con un’altra a gas non dà più diritto ad alcuna agevolazione.
No — ed è importante saperlo prima di pianificare. A seconda del tipo di intervento, potresti accedere anche all’Ecobonus (efficienza energetica), al Sismabonus (adeguamento antisismico) o al Bonus Mobili (50% su arredi ed elettrodomestici fino a 5.000€). Spesso è possibile combinare più bonus sullo stesso immobile, ma le regole di compatibilità vanno verificate caso per caso.
